Intervista a Marcu lu scrittore salentinu

 libromarcoCiao, vuoi presentarti ai nostri lettori?

Salve a tutti coloro i quali leggeranno questa intervista di cui ringrazio di cuore per leggermi.

Detto questo mi presento a voi!

Mi chiamo Marco Cazzella anche se in rete sono conosciuto con lo pseudonimo di Marcu lu scrittore Salentinu.

marco.jpgHo 37 anni, sono di Lecce anche se in realtà da più di ventisei anni risiedo a Giorgilorio una frazione di Surbo posta tra Lecce e Surbo. Sono uno scrittore ipovedente e convivo con i miei due fratelli più grandi, Salvatore e Daniele. Possiedo un diploma di terza media inferiore e una qualifica di operatore sociale. Sono appassionato di musica della fine degli anni ’60 fino agli inizi degli anni ’90, con qualche eccezione per quella contemporanea. Amo i film ed adoro il cinema, oltre che le le sit-com americane, gli anime space q(uelli robotici degli anni ’80), il cibo, la mitologia ( sopratutto quella greca)e i videogiochi.

Come nasce il tuo rapporto con la lettura?

Il mio rapporto con la lettura è intrinseco, ho divorato fumetti quando la vista me lo permetteva e poi sono passato ad alcuni libri in Braille. Ora leggo soltanto quello che gli amici, o amiche mi inviano tramite formato word alla mia casella di posta elettronica per mezzo di un sintetizzatore di voce chiamato Winguido.

Hai un genere o autore preferito?

I miei generi di lettura preferita sono l’epic fantasy, la fantascienza che riguarda la cibernetica e il continuum spazio temporale , il rosa però quello dolce e delicato anche se l’erotico non lo disdegno solo che il primo lo preferisco di più tutto qua! Le mie autrici preferite sono Chiara Cipolla e Chiara Casalini.

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E …..la scrittura?Quando inizia questa avventura?

La mia avventura con la scrittura si può dire che ha inizio fin dalla più tenera età perché non potendo vedere bene ho sempre dovuto immaginare le cose sviluppando appunto un’immaginazione fuori dal comune e non potendomi tenere tutto in testa altrimenti sarei imploso ho iniziato a riversare i miei pensieri su carta. Poi, la vista si è abbassata e così sono stato anni senza scrivere fino al giorno in cui mi hanno insegnato prima ad usare il pc e in seguito, il sintetizzatore di voce.

Lettura e scrittura vanno di pari passi nella tua vita o dipende dal momento?

Mi piacerebbe dire che la lettura e la scrittura possano andare a braccetto come è giusto che sia, ma per il motivo sopra citato leggo soltanto quando mi capita di poterlo fare.

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Sei un autore che usa un Nome d’arte ed uno anagrafico, come nasce il primo e che rapporto ha con il secondo?complementari o distanti?

Come ho detto all’inizio uso un nome d’arte non per mia scelta, anche se tutta onestà mi piace avere uno pseudonimo per quanto imposto dalle situazioni. Un hacker ha rubato il mio profilo Facebook e lo usa per compiere malefatte. Grazie alla segnalazione di amici e parenti lo ho scoperto ed ho dovuto creare un nuovo account . In quell’occasione che mi è venuto in mente questo nome.

Hai da poco presentato il tuo ultimo libro”Cori Salentini”, vuoi parlarcene?come nasce?rispecchia il rapporto con la tua terra?

“Cori Salentini” nasce dall’insieme di diversi fattori. Il primo tra tutti uno spot televisivo in cui si sponsorizzava una famosa automobile che aveva lo stesso nome della protagonista di una famosissima tragedia di: “William Shakespeare”. In quel frangente, io e mio fratello Salvatore stavamo sfottendo la scena trasposta nel film del balcone di quell’opera. Così mi venne l’idea di realizzare su internet nel primo gruppo in cui mi iscrissi, il quale purtroppo ora è archiviato da anni un’allegoria in dialetto leccese. La cosa piacque. Per cui, ne feci una seconda, una terza e una quarta. Al termine di quest’ultima grazie a tutto il successo che stava riscuotendo decisi di realizzare un libro in dialetto leccese e venne fuori l’idea per questo libro. Inoltre in quel periodo stavo ascoltando gli estratti di un testo della mia autrice preferita e così l’idea originale mutò divenendo un testo rosa erotico per colpa, o per fortuna di un famosissimo estratto di una duologia dato che l’ho ascoltato tante di quelle volte perché mi era entrato nella testa e nel cuore. Io penso che questo libro da me scritto rispecchi molto la mia terra per:

I; per i dialoghi scritti tutti in dialetto;

II; per alcuni luoghi realmente esistenti nella mia terra;

III; per svariate usanze e modi di fare che ho cercato di introdurre.

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La presentazione è stata fatta presso il Fondo Verri di Lecce, come è andata?cosa hai provato?

Vuoi raccontarci l’evento già documentato sul tuo profilo facebook con foto e video fantastici?

La presentazione è stata magnifica, sono entusiasta e felice, era la prima volta che assistevo alla lettura di un mio libro, Mi sono divertito tantissimo perché se ascolti parlare il dialetto leccese non puoi non ridere. E’ stata una bellissima serata e sarà per me un strepitoso ricordo che porterò sempre nel cuore.

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I tuoi racconti a puntate sono realistici, vividi, la tua scrittura è scorrevole. Come nascono le idee?come le sviluppi? Come capisci se lo scritto diverrà racconto, romanzo o post?

Quando scrivo uso una tecnica che in teatro chiamano: “Canovaccio”, è la creazione di uno schema di quel che accadrà per poi lasciarsi andare all’improvvisazione. Getto una base mentale di tutto quello che succederà nella storia e che voglio che i miei personaggi dicano. Successivamente, quando mi metto al computer per trasporre le idee , i personaggi prendono via propria e c dicono e fanno tutto tranne quello che avevo ideato , facendomi in questo modo guidare dalla storia. La loro sorte poi è dettata dal pubblico perché se piacciono le pubblico in un racconto; altrimenti restano dei post di una mia idea. Ultimamente però nel cercare di sintetizzare dato che come di certo vi sarete accorti quando scrivo sono molto prolisso sto cercando di creare delle storie a puntate, per ora lo sto facendo con due testi di generi diversi tra loro cercando di inserire dei capitoli che non superino mai le tre pagine. Senza mai dimenticare che io provengo dai fumetti. Perciò, possiedo una scrittura fumettista composta da pagine ricche di scene, le quali sostituiscono le classiche nuvolette fatte di fumo da cui deriva il termine fumetto. Perché io ahimè non so disegnare ed ho sempre sognato realizzarne uno.

Rimanendo in tema di post e interventi, sei molto presente ed attivo sui social, come li vivi? Cosa ne pensi? Come li usi?

Con questo metodo credo di aver trovato un’alternativa. La mia menomazione visiva purtroppo è soltanto la punta dell’iceberg dei miei problemi di salute. Di conseguenza non posso muovermi spesso. Pertanto, uso molto i social e in particolar modo Facebook per chiacchierare con amici e amiche che altrimenti non potrei vedere mai. Ma anche per farmi conoscere come persona e come autore “Visto” che non potendomi girare fiere, o librerie al di fuori della mia amata Lecce. Perciò li ritengo uno strumento molto utile e indispensabile.

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Cosa ne pensi dell’attuale mondo dell’editoria ed autori-ici?sopratutto pensando ad internet che offre kindle, ebook, recensioni ecc?molte possibilità ma forse a volte poche veritiere?

Vi devo confessare che anche se amo scrivere purtroppo non lo so fare e quindi mi capita spesso di dovermi rivolgere a CE a pagamento, o a doppio binario che mi mettano a disposizione dei professionisti affinché rendano il mio libro un testo leggibile e il più delle volte per non dire sempre a spese mie e ciò non è giusto perché in teoria il “Lavoro” della scrittura dovrebbe essere a doppio senso in cui loro aiutano noi e noi aiutiamo loro. Ma ahimè purtroppo non è così. Per cui ben vengano tutti quei strumenti che permettono a chi vuole leggere un libro di farlo a basso costo perché dietro la scrittura c’è una speculazione che lo sa soltanto chi come me la vive!

Progetti futuri?

In mente ho tantissimi progetti futuri tutti di diversi generi tra loro. Uno di questi ad esempio è una storia alla “Voltron”; oppure ho in mente da diversi anni però non l’ho mai scritto e intendo farlo nel futuro un progetto in cui il protagonista ha dei poteri metabolici per cui a base di quel che mangia ottiene un potere diverso. Poi, ancora una storia con ben sei protagonisti su di un pianeta lontano e oscuro e tanto altro.

Speranze?

Le mie speranze sono che un giorno grazie alla mia scrittura potrò cambiare il mio status quo e di non essere “Visto” soltanto come un disabile al quale bisogna prestare aiuto come lo si incontra, ma essere considerato al pari di chiunque altro e di essere notato come un autore perché mi si potrà dire che non saprò scrivere bene e siccome è la verità non potrò contestarlo. Mi si potrà dire che non sono famoso okay. Mi si potrà dire che ne so che forse i miei testi non interesseranno a nessun altro che non mi conosce già. Però quello che non potranno dire e che non sono un autore perché se lo facessero allora direbbero la prima bugia di tutto il loro discorso perché forse parafraserò la frase ma come scrisse qualcuno una volta anche se in tutta onestà io l’ho ascoltata in un film: “Non chiedere a me come si diventa uno scrittore. Se quando ti svegli alla mattina la prima cosa a cui pensi e scrivere e quando vai a dormire l’ultima cosa che fai è pensare a scrivere allora sei uno scrittore!” Ebbene cari amici e amiche che ora mi state leggendo questo è quello che io faccio ogni singolo giorno e quindi io sono uno scrittore!

Con quest’ultima frase vi saluto e vi ringrazio ancora moltissimo per avermi voluto leggere.

 Grazie a per la disponibilità a Marcu lu scrittore salentinu  ed un grande in bocca al lupo per questa nuova avventura..

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