Review Party, “Boccioli di rose” di Maria Cristina Pizzuto

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TITOLO: Boccioli di rose

DATA USCITA: 11/02/2019

PUBBLICAZIONE: PubMe

PREZZO EBOOK: 1,99

PREZZO CARTACEO: 12,00

GENERE: Narrativa

SINOSSI

Il libro presenta la vita interpretata dagli occhi di una ragazza anoressica, sotto molteplici aspetti della quotidianità. Si alternano stralci di riflessioni, pensieri, emozioni, e paragrafi in cui lei descrive come uscire da quei meccanismi della mente, e dunque, con l’andar del tempo, in che modo venire fuori dal tunnel dell’anoressia.

Recensione-di-Alycia-Berger

Questa non è una lettura semplice.

Inizio la recensione con questa frase poiché dentro questo breve racconto autobiografico si viene a contatto con l’animo fragile e svuotato di una ragazza, affetta da anoressia. Con una scrittura caparbia e brillante, l’autrice ci conduce nel suo calvario, spiegando non solo gli effetti che questa malattia ha sul suo fisico, ma anche come essa provochi una vera e propria morte psicologica, fino alla consapevolezza di questo male oscuro e alla conseguente guarigione.

L’autrice ci mostra come la fragilità delle persone anoressiche venga continuamente minata dal mondo in cui vivono, attraverso frasi e comportamenti – specialmente da parte delle persone più vicine, come amici e genitori – che di certo non stimolano la guarigione, anzi, aiutano le tenebre a inghiottirle finché di loro non è rimasto più nulla. Spiega anche che non si diventa anoressici da un giorno all’altro, tutto inizia quando qualcosa si spezza dentro di noi; e da quel momento, piatti che rimangono intatti, corse al bagno, pantaloni sempre più larghi e volontà di distaccarsi da un mondo crudele per rifugiarsi dentro uno costruito su loro misura, dove finalmente si viene compresi. Peccato che esista solo nella propria testa. La fantasia di questo nuovo mondo invade a tratti anche la scrittura dell’autrice, che si serve di figure retoriche per portare a compimento il suo scopo: far conoscere se stessa, la malattia e aiutare tutti coloro che sono nella sua stessa condizione a uscirne.

Questa lettura, infatti, è consigliata a tutte le famiglie per aiutarle a cogliere i segnali di questo male, che arreca danni disastrosi, e ad affrontare il problema con sensibilità e comprensione.

In poche pagine Maria Cristina riesce a concentrare rabbia, repulsione, tristezza, consapevolezza e volontà di farcela senza cadere nell’autocommiserazione e ripetitività. L’utilizzo saltuario della seconda persona aiuta a coinvolgere il lettore in questo viaggio che deve essere un esempio per tutti malati e un riscatto da tutto il male che il mondo, incapace di comprendere, arreca alle persone fragili.

Alycia Berger

4 stelle e mezzo

2 Comments

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